sfinge
 
Premio Internazionale
T o r s a n l o r e n z o
IV Edizione 6 Maggio 2006
logo premio
 
sfinge
 
Premiati dell'edizione 2006
LE EDIZIONI
PRECEDENTI
Sezione A
La progettazione paesaggistica nella trasformazione del territorio

 

  • PRIMO PREMIO - Bavarian National Museum Monaco di Baviera (Germania)
    • Migliore trasformazione di uno spazio urbano che connette passato e presente attraverso un brillante ritmo che enfatizza lingresso del museo presente attraverso un brillante ritmo che enfatizza lingresso del museo di Bavaria. di Bavaria.

      1AArch. Rainer Schmidt
      Il professore Rainer Schmidt è uno degli architetti di paesaggi più conosciuti e di maggior successo in Germania. Al suo attivo si contano oltre vent’anni di esperienza e numerosi progetti realizzati. Nei suoi studi lavorano circa 25 collaboratori. La sede è a Monaco di Baviera, due altri studi si trovano a Berlino e a Bernburg. Nel marzo nel 2005 Reiner Schmidt ha aperto un altro studio a Pechino. Oltre alla sua attività di architetto paesaggistico il professore svolge anche un’attività di insegnamento presso l’Istituto Tecnico Superiore di Berlino. Lo studio „Rainer Schmidt Landschaftsarchitekten“ si è specializzato nella pianificazione e sviluppo di grandi progetti nell’ambito dell’architettura paesaggistica, progettazione di paesaggi, progettazione di strutture e dell’ambiente. La filosofia dell’azienda è di trovare soluzioni ai problemi della nostra era. Rainer Schmidt è nato nel 1954. Ha studiato conservazione e tutela del paesaggio all’Istituto Superiore di Weihenstephan. Per 12 anni è stato responsabile dello studio Gottfried Hansjakob a Monaco di Baviera per il quale ha diretto anche molti progetti. Nel 1982 comincia a lavorare in proprio e realizza diversi progetti. Nel 1991 è stato nominato professore per l’architettura di paesaggi nelle materie arredamento di spazi e sviluppo all’Istituto Tecnico Superiore di Berlino. Nel 1991 ha avviato lo studio per architettura di paesaggi a Monaco di Baviera, e Berlino e nel 1991 a Bernburg. Dal 2003 il professore Schmidt è intensamente impegnato in progetti all’estero e inoltre è anche membro della Camera Baverese degli Architetti e nella commissione concorsi.

      immagine 1Relazione:
    • Per una reimpostazione della piazza davanti al Museo Nazionale Bavarese è stato ripreso con una nuova interpretazione il tema delimmagine 1 Forum avvallato, che già all’inizio del XX secolo caratterizzava la piazza. L’idea del Forum come elemento di arredamento per l’ingrandimento di uno spazio è la stessa di allora. Invece del linguaggio delle forme dato da piante ornamentali, forme arcuate e siepi cueneiformi, il Forum di oggi ha una chiara linearità e geometria. Volutamente sono però stati i metodi precedenti e sono stati inseriti dei piani inclinati per modificare la percezione dello spazio e creare nuove prospettive. Il Forum è un elemento importante di arredamento dell’antipiazza che racchiude in sé estetica e funzionalità, il cui scopo è anche essere un punto in cui si soffermano i visitatori e nella piazza nasce una nuova vita. Sui due lati è costituito da larghi 1Amuri, si avvalla uniformemente all’inizio della strada verso il portale principale trasformandosi in una larga scalinata. Materiali di alta qualità caratterizzano il moderno giardino. Il verde scuro delle siepi cuneiformi che rende l’ambiente più ampio è in netto contrasto con le bianche linee del pavimento di quarzite e con le siepi di prato incastonate con acciaio inox. Il Forum è incorniciato da una superficie a righe larghe e strette, come se sulla piazza fosse disteso un grande tappeto. Le righe larghe sono delle piastre di granito. Nelle righe più strette invece è stata riusata la pavimentazione grigio scuro. La piazza è messa in risalto da due gruppi di alberi di magnolia e di notte un impianto luci mette in risalto importanti elementi d’arredamento. Tutto il progetto si appoggia allo stile precedente della piazza: si sono usati elementi semplici eatemporali.

  • SECONDO PREMIO - Platja llarga de Salou Barcellona (Spagna)
    • Per la trasformazione del movimento delle onde in soggetto architettonico Per la trasformazione del movimento delle onde in soggetto architettonico e labilit di interconnettere elementi architettonici e naturali. Per la bella e labilit di interconnettere elementi architettonici e naturali. Per la bella rappresentazione del progetto. rappresentazione del progetto.

      1AJordi Bellmunt
      Nasce a Hospitalet de Llobregat (Barcellona) nel 1954. Consegue la Laurea in Architettura presso l’ETSAB (Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Barcelona), dal 1982 è Professore del Dipartimento d’Urbanistica e Pianificazione del Territorio all’ETSAB. Dal 1987, professore del Màster di Architettura del Paesaggio dell’UPC e Direttore dal 2000. A partire dal 1997 è Vicedirettore dell’ETSAB e, dal 2000 è responsabile del diploma superiore in Paesaggismo dell’Università Politecnica di Catalunia. Invitato per tenere delle lezioni come docente in diverse sedi universitarie: Torino, Venezia, Versailles, Valencia, fra le altre. Esercita come architetto e paesaggista. Espone e pubblica i suoi progetti su riviste e mezzi specializzati.

      2AXavier Andreu
      Nasce a Barcellona nel 1963. Consegue la Laurea in Architettura presso l’ETSAB nel 1991, con il massimo dei voti. Nel 1992, si associa con Jordi Bellmunt, architetto. Dal 1994 fino a 1997, è membro del Centro d’Investigazione del Paesaggio (CRPP) del Dipartimento d’Urbanistica e Pianificazione del territorio all’ETSAB. Nel 1996 partecipa come Professore Assistente al Corso di Paesaggio ed Impatto Ambientale. Dal 1997 lavora anche come architetto municipale nel Comune di Sant Andreu de Llavaneres (Barcellona).

      Relazione:

      La “Platja llarga” è un luogo in cui la vegetazione e gli aspetti naturali sono dominanti. È una parte di costa dove acqua, sabbia e roccia si incontrano una con l’altra, in uno scenario coronato da una splendida pineta, disseminata di alberi secolari, palmeti e agavi.
      Il tema centrale del progetto è stato la definizione degli usi pubblici nella fascia costiera.
      L’intento è di recuperare la spiaggia nella sua dimensione originale, o meglio, ritornare all’immagine primordiale, con un sistema di dune e una vegetazione locale di Teucrium, Narcissus e Tamarisks tra le altre.
      immagine 1Il risultato finale di questo “atto” di ridisegno è la riscoperta del paesaggio investigato.
      La pineta-anfiteatro naturale, i muri a secco, la pietra rossa, il lungomare e le piante aromatiche, formano l’atmosfera tutt’intorno alla spiaggia.
      La continuitá e l’accessibilitá sono stati altri temi importanti su cui confrontarci.
      L’intervento si adatta al sito e alle sue caratteristiche principali, definisce un cammino in cui il ridisegno è il risultato di un dialogo tra il luogo e la creativitá.
      Una seduta in pietra bianca e un suolo in cemento ossidato, steso sopra un letto di sabbia, accompagnano tutto il lungomare.
      L’illuminazione è concepita come elemento visuale di referenza nel paesaggio, marcando una linea continua lungo il territorio.
      Piccole aree di riposo compaiono fra la pineta e la nuova vegetazione.
      I muretti necessari per far defluire l’acqua, contenere la terra e controllarne la sicurezza, son stati realizzati come i preesistenti, con pietra del luogo e con un’altezza massima di mezzo metro.
      Un nuovo concetto di vegetazione (Lavanda, Bouganville, Agave, Lentisco, Hiedra, Timo, Ginestra) copriranno i pendii e i muri colorati, offrendo fraganze familiari.
      La passeggiata fra gli alberi, gli angoli e le ombre, trova zone di belvedere a ponente, spazi di contemplazione del mare, luoghi di incontro, o la semplice sensazione di sentirsi avvolto nella e dalla natura.
      Un percorso di dimensioni minime, incorpora un cammino per i visitatori disabili, garantendone l’accessibilità al mare. Anche qui s’incontrano aree di belvedere, zone “statiche”, e percorsi alternativi si adattano alle condizioni del luogo e alle sue potenzialità. Il tutto è progettato con l’idea di un’architettura sostenibile.
      La vegetazione, protagonista in questo progetto, non solo ha una funzione estetica ma soprattutto costituisce uno strumento trasformatore del paesaggio.
      La scelta delle specie, i momenti di piantumazione e la loro gestione ci hanno aiutato a sviluppare le differenti parti e aspetti dell’intervento. Distinguiamo cosí tre ambiti del progetto con vegetazione, caratteristiche e ruoli differenti:le dune, la pineta, le rampe e i pendii.
      Le dune.
      Siamo riusciti a ridefinire il paesaggio dunare originario utilizzando la sabbia del luogo e per rendere possibile la stabilità e lo sviluppo della vegetazione durante i suoi primi stadi, l’intervento ha utilizzato una struttura di supporto biodegradabile che ha permesso la piantumazione di specie erbacee e arbustive autoctone.
      Sono state scelte specie proprie del sistema dunale litorale: Amophylla arenaria, Pancratium maritimum, Crucianella maritima, Hyparrhenia hirta, Teucrium polium, Tamarix gallica.
      La pineta.
      La sopravvivenza della pineta era minacciata dalla vicinanza al mare percui a rischio di desertificazione. L’intervento cerca di manterere la stessa “struttura” esistente, usando lo stesso tipo di alberi, incorporando peró piante di “aiuto” a questo ecosistema fragile, che la proteggano dai venti e allo stesso tempo reinventino la foresta con nuove ombre e colori. Le piante scelte sono:Tamarix gallica, Acacia dealbata, Cupressus sempervirens, Pinus pinea.
      Le rampe e i pendii.
      Tutto il nostro intervento cerca di rispettare l’orografia del luogo, percui la costruzione dei nuovi percorsi si alleggerisce con rampe e pendii, che vengono mimetizzati grazie all’uso della vegetazione.
      Sono state utilizzate piante arbustive mediterranee di colori e odori propri del nostro paesaggio.
      Lavandula stoechas, Rosmarinum officinalis, Thymus vulgaris, Agave americana, Spartium junceum, Bougambilia glabra, Hedera helix, Pistacia lentiscus, Cistus albidus, Pinus pinea.
      Un ultimo aspetto che assume la vegetazione in questo progetto è di fornire uno spazio piú slegato dalle dinamiche della spiaggia e della pineta e maggiormente legato all’intorno urbano, come nella parte orientale dell’area di intervento, dove sono state utilizzate le seguenti specie: Pinus pinea, Tipuana tipu, Chamaerops humilis, Lavandula stoechas, Rosmarinum officinalis, Thymus vulgaris, Bougambilia glabra.
      Il cantiere è stato iniziato il 16 febbraio 2004, e si è concluso il 07 febbraio 2005.

 

Sezione B
La cultura del verde urbano
La qualit degli interventi nella citt:
la piazza, il verde di quartiere, il parco urbano e privato

 

  • PRIMO PREMIO - Buga 2005 German Garden Festival (Germania)
    • Per la magia e linventiva.

      1A

      Arch. Rainer Schmidt
      Il professore Rainer Schmidt è uno degli architetti di paesaggi più conosciuti e di maggior successo in Germania. Al suo attivo si contano oltre vent’anni di esperienza e numerosi progetti realizzati. Nei suoi studi lavorano circa 25 collaboratori. La sede è a Monaco di Baviera, due altri studi si trovano a Berlino e a Bernburg. Nel marzo del 2005 Reiner Schmidt ha aperto un altro studio a Pechino. Oltre alla sua attività di architetto paesaggistico il professore svolge anche un’attività di insegnamento presso l’Istituto Tecnico Superiore di Berlino. Lo studio Rainer Schmidt Landschaftsarchitekten“ si è specializzato nella pianificazione e sviluppo di grandi progetti nell’ambito dell’architettura paesaggistica, progettazione di paesaggi, progettazione di strutture e dell’ambiente. La filosofia dell’azienda è di trovare soluzioni ai problemi della nostra era. Rainer Schmidt è nato nel 1954. Ha studiato conservazione e tutela del paesaggio all’Istituto Superiore di Weihenstephan. Per 12 anni è stato responsabile dello studio Gottfried Hansjakob a Monaco di Baviera per il quale ha diretto anche molti progetti. Nel 1982 comincia a lavorare in proprio e realizza diversi progetti. Nel 1991 è stato nominato professore per l’architettura di paesaggi nelle materie arredamento di spazi e sviluppo all’Istituto Tecnico Superiore di Berlino. Nel 1991 ha avviato lo studio per architettura di paesaggi a Monaco di Baviera, e Berlino e nel 1991 a Bernburg. Dal 2003 il professore Schmidt è intensamente impegnato in progetti all’estero e inoltre è anche membro della Camera Baverese degli Architetti e nella commissione concorsi.



      immagine 1Relazione:

      L’organico, considerato come un esempio importante della BUGA 2005 (Mostra Nazionale del Giardinaggio 2005), inerente alla vita della flora, è il tema portante delle superfici centrali di esposizione. La messa in scena di uno scambio di prospettive, il micro e il macro è il filo conduttore di una svariata articolazione che si percepisce su tutta l’area della mostra. L’entrata alla Mostra del Giardinaggio è caratterizzata da aiuole in cui ogni anno possono sbocciare diversi fiori con lo stesso tipo di tessuto. Da qui il visitatore può ammirare la superficie avvallata del giardino delle cellule. Delle rampe lo portano in alto in questo singolare parco tematico. Terrapieni di ghiaia alti 2,50 circondano i giardini tematici con il motto „Mondi di cellule e alternarsi di prospettive“. Nei stabili Giardini delle Potenze la rassomiglianza di microscopiche strutture floreali serve come ispirazione per 1Bnuove immagini di giardini. Una libera composizione di alberi da frutta forma il nerbo della piantagione che si estende a sud. I Giardini Paralleli sono caratterizzati da pochi elementi: recinti tagliati, alberi e in direzione estovest sentieri formano spazi allungati e paralleli. Questi spazi intermedi sono caratterizzati da grandi campi in piena fioritura con piante perenni e alberi. Anche nel Giardino delle Foglie la macroproiezione serve da esempio per la suddivisione della superficie della mostra. Una struttura di foglie ingrandite si forma in una gerarchia di sentieri in mezzo ai quali si trovano piccole piante con foglie di cellule. Il Giardino delle Foglie si trova in uno spazio formato da una parete di ghiaia alta 3 metri e sulla quale si può salire.

  • SECONDO PREMIO - De Nieuwe Ooster Cimitero Amsterdam (Paesi Bassi)
    • Un collegamento innovativo di tempo, uso e forma dal romanticismo alla logica contemporanea.

      1AArch. Bart Brands
      Arch. Sylvia Karres

      Karres en Brands studio di architettura del paesaggio e disegno urbano La Karres en Brands studio fu fondato nel 1997 da Sylvia Karres e Bart Brands. Da allora lo studio ha sempre lavorato su numero notevole di diversi progetti, studi e concorsi sia in Olanda che all’estero . Molti dei progetti dello studio Karres en Brands sono stati interdisciplinari o hanno incluso disegni urbani complessi o pubblicazioni di architettura. Anno lavorato in alloggi urbani e piani civici su larga scala così come progetti richiedenti uno ad uno dettagli architettonici, industriali o botanici. In contrasto con le costruzioni , Il paesaggio è in continuo processo evolutivo e di cambiamento. Questo stato dinamico forma il principio della condizione e dell’approccio concettuale del lavoro della Karres en Brands architetti paesaggisti . Un disegno è visto come una condizione iniziale , la quale può cambiare ed evolversi di pari passo e nel tempo con il cambiamento della domanda e delle condizioni . Questo stato dinamico è anche visto come componente sociale ; Gli scopi del lavoro sono di generare processi in uso attraverso il disegno di spazi tali da non specificare una particolare funzione , ma da provocare molteplici occupazioni di un sito . I progetti sono situati in Belgio, Inghilterra , Svizzera, Spagna, Francia, Germania, Lituania, Australia e Paesi Bassi. Sylvia Karres e Bart Brands fanno parte della giovane generazione di architetti paesaggisti nei Paesi Bassi, I quail hanno definito nuove direzioni per la loro disciplina . Il loro attivo impegno oltre che con le pubblicazioni sulla vegetazione e piante , ed in particolare le ricerche all’interno del paesaggio urbano , hanno condotto ad importanti nuovi modelli per l’integrazione dell’architettura e dell’ambiente . Sylvia en Bart hanno diretto molti progetti vincitori di premi quali la Federation Square a Melbourne, il cimitero De Nieuwe Ooster o la Friezenlaan per i quali ricevettero il premio Olandese per gli spazi pubblici (OAP). Nel 2004 Karres en Brands ricevettero il premio Topos European Landscape Design nella città di Oslo .

      Bart Brands
      architetto paesaggista e urbanista
      Bart Brands la sua esperienza professionale ha inizio con il lavoro per la città di Hague, dipartimento spazi verdi e sviluppo ambientale. In seguito con lo studio Bakker & Bleeker (B+B), e poi come Bart Brands Studio, prima di unirsi con Sylvia Karres e formare la Karres en Brands. E’ stato un membro di giuria per diversi anni in vari concorsi per progetti , incluso “Zwei parks am Potsdammerplatz (Berlin)”. Bart è stato tutor alla TU (Delft), Academie van Bouwkunst (Rotterdam/ Amsterdam), Hogeschool voor de Kunsten (Utrecht), Fachhochschule (Berlin), Gesamthochschule (Kassel), ETH ( Zurich), Oranjelandschap (Vienna), ed è Professore assistente alla RMIT University (Melbourne). Il lavoro di Karres en Brands iè pibblicato in numerose riviste professionali, attraverso l’Europa, l’ Asia e gli Stati Uniti.

      Sylvia Karres
      architetto paesaggista e urbanista
      Sylvia Karres le sue esperienze professionali iniziano con il lavoro presso lo studio Maas e la provincia dell’ Olanda del Nord . In seguito presso lo studio Bakker and Bleeker (B+B), e come studio Sylvia Karres, prima di unirsi con Bart Brands e costituire la Karres en Brands nel 1997. Sylvia è stata tutor presso la TU (Delft), Hogeschool voor de Kunsten (Utrecht), ), Academie van Bouwkunst (Amsterdam/Maastricht) e presso la Facoltà di Agricoltura


      immagine 1

      Relazione:

      Il progetto definisce la sistemazione della seconda fase del Parc del Mil·lenari a Sant Just Desvern, situato tra il carrer del Mercat, all’angolo con il parcheggio Pàrquing del Mil·lenari, a ovest, e il carrer Àngel Guimerà a est, per completare i lavori di sistemazione del parco e degli spazi annessi ai nuovi edifici di case popolari nello spazio del Convento delle suore domenicane. Il progetto della 1ª fase di sistemazione del parco, precedentemente realizzata, comprendeva la sistemazione della pineta e la costruzione dei nuovi accessi dal C/ Freixes, dal C/ del Mercat e dal C/ Tramuntana, l’ampliamento del parcheggio esistente nel C/ del Mercat fino al C/ Àngel Guimerà e la trasformazione del vecchio convento delle suore domenicane in case popolari e circolo ricreativo per anziani. La 2ª fase interessa le zone in cui si sono svolti i lavori del parcheggio e del convento.
      I lavori da eseguire nella 2ª fase sono:
      Urbanizzazione piazza-viale e zona di sosta esterna sulla copertura del parcheggio:
      Si prevede la nuova costruzione della copertura del parcheggio (sul parcheggio del C/del Mercat e sull’area risultante dall’allargamento). Si propone la destinazione a viale pedonale del C/ Àngel Guimerà al suo passaggio davanti all’edificio del circolo ricreativo dentro il complesso delle case popolari. Dal C/ Àngel Guimerà si accede al viale pedonale e, attraverso delle rampe, al parcheggio sotterraneo e a una zona esterna di parcheggio. Davanti all’edificio del circolo ricreativo, la zona destinata a viale pedonale è separata dalla zona esterna di parcheggio con una fioriera lineare formata da muri rivestiti di lastre di ardesia. La zona destinata a viale pedonale si pavimenta con elementi prefabbricati di calcestruzzo e la zona di parcheggio con pavimento di calcestruzzo in situ lisciato ad elicottero. La parte superiore del parcheggio del C/ del Mercat si organizza come piazza con diverse pavimentazioni. Nell’area centrale, si propone la creazione di un nuovo pergolato sviluppato linearmente (in sostituzione del pergolato esistente) per creare una zona d’ombra nella parte centrale dove si colloca un parco giochi con sabbia, delimitato da una fioriera lineare nonché da vari muretti e recinzioni. Questa fioriera lineare si colloca vicino ai pilastri del pergolato per permettere alle piante rampicanti di coprire il pergolato. Si conservano e si ingrandiscono anche le fioriere esistenti lungo la delimitazione dei cortili. La superficie interessata dall’intervento è di 3570 m2, di cui 2.755m2 di viale pedonalepiazza e 815 m2 di zona esterna di parcheggio.
      Facciata parcheggio C/ del Mercat
      Il progetto prevede la ristrutturazione della facciata del parcheggio esistente per armonizzarla con la nuova facciata corrispondente alla zona di ampliamento. La facciata è trattata a due livelli. Una facciata interna in linea con i pilastri trattata come gelosia con profilati metallici e un muro sovrapposto rivestito di lastre di ardesia che definisce la rampa di accesso esistente alla piazza superiore e un nuovo accesso mediante scale, che comprende l’uscita pedonale del parcheggio. Si prevede la demolizione di parte del muro di recinzione esistente del parcheggio per sostituirlo con la gelosia metallica e il rivestimento di lastre di ardesia dell’altra parte.
      Piazza superiore - zona cappella
      Si propone la creazione di una nuova piazza nella zona in cui si trovava la cappella, una volta demolita questa. La piazza è delimitata da muri di contenimento in calcestruzzo con muratura di ardesia, che creano una rampa di accesso a scalini e danno seguito ai muri delle rampe di accesso alle case popolari. La piazza è uno spazio pavimentato con sabbia basaltica, con una zona pavimentata con calcestruzzo che può servire eventualmente da palcoscenico. Si propone di continuare la scarpata esistente (limite tra la pineta e la copertura del C/ del Mercat), piantata a pini, fino ad arrivare al nuovo edificio del circolo ricreativo – case popolari, completando la scarpata interessata dai lavori di costruzione del parcheggio. A confine con l’edificio, si dispone un muro in blocco rivestito di lastre di ardesia che delimita un piccolo cortile d’accesso alle cucine. Accanto al muro si situa una scala di accesso dal viale pedonale agli spazi esistenti dietro alle case popolari, che da qua continua fino alla nuova piazza superiore sul limite della scarpata. La superficie interessata dall’intervento è di 1.075 m2.
      Interventi sui sentieri delle scarpate a pineta
      È previsto un intervento mirato alla protezione dei sentieri esistenti nella scarpata della pineta mediante realizzazione di bordi di pietra e un cambio di pendio verso la cunetta interna esistente. È previsto anche il completamento del parapetto esistente nei tratti in cui adesso non c’è, e l’aumento del numero dei cavi tra le colonne per aumentarne la sicurezza. Si prevede anche la modifica della scala-rampa esistente per attenuare il pendio e di una nuova scala di accesso alla pineta in calcestruzzo a vista. La superficie interessata dall’intervento è di 1.495 m2. La superficie totale di intervento della 2ª fase è di 6.505 m2.

  • MENZIONE ONORARIA - Portuel Park Monaco (Germania)
    • Trasformazione di una strada pubblica attraverso unarea verde pubblica, ricca di colore.

      1AArch. Stefanie Jhling
      1973 - 1977 Studi al Politecnico Weihenstephan
      1977 - 1981 Collaborazione presso Gräfin Schönborn, Monaco
      1981 Iscrizione all Ordine Bavarese degli Architetti
      1981 Stage presso Pietro Porcinai, Firenze
      1981 Libero professionista dal 1.9.1981 in associazione con Otto A. Bertram a Monaco di Baviera => Jühling und Bertram GbR
      1984 Soggiorno presso Roberto Burle Marx a Rio de Janeiro e a Guaratiba
      1992 Membro del BDLA (Bund Deutscher Landschaftsarchitekten)
      1995 Membro del Ring delle Associazioni di Architetti, Presidente 1998-2000
      1996-98 Cattedra di Teoria delle Strutture al Politecnico Weihenstephan
      dal 2002 membro del Gruppo di consulenza per la Progettazione Urbana e Ecologia
      2002-2004 SME (membro partecipante) al progetto Green Facade, progetto di ricerca EU sugli effetti di raffrescamento della vegetazione
      dal 2003 Membro della Commissione di Urbanistica, Monaco di Baviera
      dal 2003 Membro della Commissione per l’Arte negli Spazi Pubblici, Città di Monaco di Baviera

      1AOTTO A.BERTRAM
      1973 - 1977 Studi al Politecnico Weihenstephan
      1977 - 1981 Collaborazione con il Professor Karl Kagerer,Ismaning
      1981 Libero professionista dal 1.9.1981 in associazione con Stefanie Jühling a Monaco
      dal 1989 Cattedra di progettazione al Politecnico Weihenstephan
      dal 1994 Membro del BDLA (Bund Deutscher Landschaftsarchitekten)



      immagine 1












  • PREMIO SPECIALE - Convention Centre Dubai (UAE)
    • Per l'ardito inserimento architettonico di difficile trattamento naturalistico.

      1ACOLLEEN RASQUINHA D’SOUZA
      Senior Architetto del Paesaggio / Agronomo Colleen ha 10 anni di esperienza nel campo dell’Architettura del Paesaggio progettando sia in India che nel Medio Oriente. Ha una grande esperienza nel gestire e progettare zone a verde in paesi aridi utilizzando specie arboree degli Emirati e delle zone adiacenti. Colleen ha una grande esperienza nella progettazione di zone con effetto naturalistico utilizzando piante tropicali e nella direzione lavori in cantieri per lussuose ville e resort.


      menBJOHN M. HALL
      Direttore – Architetto del Paesaggio John ha una vasta esperienza in svariati campi dell’Architettura del Paesaggio, del Design, della Pianificazione e dell’ Urbanistica. Ha vinto vari concorsi per la progettazione e realizzazione di aree di diversa complessità e dimensione. Ha una grande esperienza di lavoro in team di progettazione ma anche individualmente. Urbanizzazione per l’isola di Core, la nuova caitale federale della Malesia. Il progetto comprendeva 14 km di lungo lago con un boulevard di 4km di lunghezza ed una larghezza di 100m e varie aree a verde, piazze, strade ed infrastrutture viarie, lavorando per l’elaborazione delle varie fasi di progetto (da progettazione di massima a realizzazione) in un team di Architetti del Paesaggio, consulenti e professionisti di vari settori. Rasquinha asquinha D’Souza D’Souza Otto Otto A.Bertr A.Bertram am


      immagine 1











 

Sezione C
Giardini privati urbani e suburbani

 

  • PRIMO PREMIO - Tillingford Garden illingford Garden Surrey (Gran Bretagna)
    • Dimostra una grande abilit nellarmonizzare i contrasti tra vegetazione, tessitura ed orografia.

      1AAnthony Paul è un architetto paesaggista di fama internazionale con un’esperienza trentennale e noto per i suoi giardini innovativi e contemporanei. Laghi, piscine e strutture acquatiche sono diventati una delle sue aree di specializzazione. Anthony è cresciuto in Nuova Zelanda e, pertanto, le foreste tropicali e gli splendidi paesaggi del suo paese sono alla base delle sue creazioni. Nel corso degli anni, Anthony ha progettato giardini in tutto il mondo, tra cui Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia, Francia, Svizzera, Africa e paesi mediterranei. Tra i clienti di Anthony Paul figurano organizzazioni aziendali quali IBM, il cui incarico gli ha permesso di aggiudicarsi il Civic Trust Award, varie celebrità e clienti privati. I giardini sono un bene troppo prezioso da abbandonare alla loro sorte e i paesaggi di Anthony Paul si basano su un’esperienza pratica e su una conoscenza sensibile dei materiali, delle piante e dello spazio a disposizione. I suoi giardini sono univoci grazie al loro aspetto accentuato e all’uso speciale di piante ornamentali. Anthony Paul è un membro della Society of Garden Designers (Ordine dei progettisti del verde) e lavora dal suo studio-giardino della contea del Surrey nell’Hannah Peschar Sculpture Garden di fama internazionale gestito dalla moglie.

      immagine 1Relazione:

      Il giardino si estende su un’area di circa un ettaro e la sua topografia racchiude un terreno in pendenza scorrente dal livello della casa fino a un corso d’acqua naturale situato sul confine inferiore del terreno. La base della casa si trova a 15 metri sul livello del corso d’acqua e il giardino include vari alberi maturi e siepi lasciati appositamente. La casa è di ampie dimensioni e di stile vittoriano ubicata in una località periferica, che aveva un giardino maturo ma dall’aspetto un po’ malconcio, mal piantato e ricoperto di brutte conifere vecchie. L’aggiunta della casa costruita nel 2002 racchiude nuovi spazi abitati e camere da letto ed estende la vecchia casa vittoriana fino al giardino esistente. Verso la fine dell’inverno del 2002, il mio studio ha ricevuto l’incarico di progettare un nuovo giardino che sostituisse quello vecchio rovinato da aree totalmente distrutte durante la costruzione della nuova aggiunta. Istruzioni dei clienti: ampliare lo spazio abitato di ciascun livello della casa verso il giardino al fine di creare aree all’aperto destinate all’intrattenimento e all’uso generale dei membri della famiglia. Creare una terrazza panoramica di stile contemporaneo nell’aggiunta della casa dotata di una torre di osservazione che si affacciasse sul nuovo giardino a gradoni e in pendenza. Creare, inoltre, un piccolo giardino privato per le camere da letto del piano inferiore alla copertura principale e al tetto-giardino da usare per la colazione e per prendersi il sole e progettare rotte di accesso fra questi spazi, quali scale a spirale, gradini e così via. Progettare il resto del giardino come area incontaminata dove la famiglia potesse godersi rilassanti passeggiate e i bambini potessero giocare in uno spazio magico con grandi gruppi di piante e interessanti creazioni, quali ruscelli e giochi d’acqua. Processo di sviluppo in ordine cronologico. Il primo design concettuale è stato presentato ai committenti nel settembre 2002, seguito, a novembre, da disegni dettagliati e dalla scelta dell’imprenditore edile nel dicembre dello stesso anno. Quindi, sono state effettuate le visite del cantiere per fornire apposite informazioni all’imprenditore per la durata dei lavori (oltre 6 mesi) e, al termine delle costruzioni nel paesaggio duro principale, il progettista ha scelto e preparato tutte le piante. L’imprenditore ha dato l’avvio ai lavori delle coperture della casa principale e della terrazza nel gennaio 2003. A febbraio di quell’anno sono stati creati nuovi livelli delle terrazze e la gabbionata installata a marzo. Le terrazze, i vialetti e i livelli del resto del giardino sono stati completati durante marzo-aprile 2003 e le superfici dei vialetti, i ponti di legno e i pavimenti installati a maggio-giugno dello stesso anno. Nel giardino inferiore sono stati aggiunti dei rivoli e un corso d’acqua. Verso la fine di giugno del 2003, dopo un’accurata preparazione del suolo, sono state piantate le piante e il giardino è stato completato il 31 luglio 2003. Gli impalcati. La loro costruzione era prevista in legno duro Balau sostenibile ad alta densità e resistenza alla trazione adatto alla costruzione di impalcati. È stata realizzata una serie di disegni particolareggiati e l’incarico affidato a un falegname esperto. Un impalcato circolare ha formato il punto focale del tetto-giardino principale, la cui creazione di spicco era una scultura trasparente di metallo centrale. Panchine e sedili creati specificamente per il giardino. Sono stati progettati due stili di panchine per il giardino: panchine di forma circolare per gli impalcati poggiate su sfere di legno e panchine Zen in solida quercia divise in due. Fioriere. Sono stati ideati anche tre stili di fioriere: una serie di cubi di zinco contenenti buxus sufruiticosa; fioriere di metallo con festuca “Blue fox“ e fioriere basse da terrazzo, anch’esse contenenti festuca. Piante. Le piante scelte mirano a formare ampi cumuli di perenni di vaste dimensioni, che fanno da complemento al design del giardino, e a creare un intenso manto di colori e foglie per la stagione estiva, quando il giardino è più usato. Grandi gruppi di erbacee, quali molinias, miscanthus e stipas, piantate tra le piante da fiore danno al giardino un tocco selvatico ma, allo stesso tempo, esotico e un look spettacolare che persiste fino all’inizio dell’inverno. Qui di seguito viene fornito un elenco delle piante: Terrazze e impalcati e cesti del gabbione: Buxus sufruiticosa; Festuca glauca; Festuca gauterrii; Dicksonia antartica; Trachelospermum jasminoides; Agapanthus africanus. Terrazze delle camere da letto: Eleagnus ebbingei – siepi; Miscanthus zebrinus; Buxus sufruticosa; Festuca nelle fioriere. Piante principali delle aree ombreggiate del giardino: Mahonia japonica; Fatsia japoni ca; Polystichum setiferum; Luzula sylvatica; Carex testacea; Ligularia prizwalskii; Ligularia dentate Desdemona. Aree aperte soleggiate: Latuca bougaei; Miscanthus floridulous; Stipa arundinacea; Thalictrum rochebruneanum; Echinacea purpurea “Magnus”; Aster frikartii; Rudbeckia fulgida deamii; Rudbeckia “Herbstonne”; Helenium “Moorheim beauty”; Helenium “Blutentisch”; Eupatorium purpureum; Molinia caerulea; Iris sibirica; Allium “Globe Master”; Veronia crinata; Sedum telephium Matrona; Phlomis russeliana; Cimcifuga simplex; Telekia speciosca; Carex comans Bronze. Un piccolo rivolo formato da canali di terracotta fa parte del giardino che attraversa le terrazze delle camere da letto del piano inferiore e si riversa in un ruscello che scorre lungo il giardino e irriga alcune delle piante amanti dell’umidità. L’acqua del ruscello viene poi riciclata fino alla cima del rivolo.

  • SECONDO PREMIO - Parco residenziale privato Monaco di Baviera (Germania)
    • Concetto molto forte e perseguito in tutti i dettagli con una certa purezza e sobriet di disegno.

      1ARegine Keller
      * 1962
      Diploma 1996, TU Monaco di Baviera
      1998 Fondazione Keller architetti del paesaggio asc.
      2005 Collaborazione con Franz Damm
      2005 Professoressa ordinaria, per Architettura del paesaggio e Spazio pubblico, TU Monaco di Baviera.


      2CFranz Damm
      * 1974
      1999 Diploma, TU Monaco di Baviera
      2002 Diploma Architettura, Accademia dell’arte, Prof. Otto Steidle
      2005 Collaborazione con Regine Keller.





      immagine 1

      Relazione:

      Realizzazione: 2002 - 2003 Sul sito di un vecchio palazzo privato sono stati costruiti sei nuovi edifici per appartamenti, immersi nel verde. La popolazione arborea era piuttosto vecchia ed è costituita da larice (Larix decidua), quercia (Quercus robur), carpino bianco fastigiato (Carpinus betulus) e ippocastano (Aesculus hippocastanum). Il prudente approccio progettuale prevede il sottile addensarsi delle strutture degli edifici tale da non compromettere l’ambiente di un parco. Tre palazzi residenziali - collegati da muri - formano un blocco che protegge le ville ed il parco dal rumore della strada. Mentre la vista verso la strada sembra chiusa, le facciate si aprono con balconi e terrazze, cosi mettendo in relazione gli appartamenti con l’ambiente. I diversi materiali usati per le facciate creano un altro contrasto: mentre la vista stradale viene realizzata in clinker, quella posteriore è intonacata. Per affievolire il rumore lungo la strada, solo le cucine ed i bagni sono situati lungo il lato della strada, mentre i salotti e le camere da letto sono orientate verso il giardino. Tra gli edifici, gruppi di vecchi alberi accentuano il carattere pittoresco del luogo. Nuove piantumazioni con le stesse essenze come quelle già esistenti, completano la vegetazione nel parco. Tuberi della primavera, come lo zafferano ’di Thomas’ (Crocus tommasinianus) hanno sopportato il periodo della costruzione senza soffrirne; ogni anno fioriscono e danno piacere ai residenti. Inoltre fanno ricordare l’antico parco alla gente. Tra gli alberi, delle erbe di piuttosto miscanto (Miscanthus sinesis ‘Gracillimus’, anche Melica ciliata e Calamagrostis acutiflora ‘Overdam’) decorano i prati. Questa essenza è stata scelta per il suo effetto durante tutto l’anno, per la sua forma lineare e sottile, e per la sua bassa necessità di manutenzione. Bandi con delle erbe decorano i prati, mentre piante perenne (Knautia macedonica, Scabiosa caucasica ‘Perfecta’) danno colore d’estate. Invece di piccoli giardini privati, la gente gode di un grande parco privato che offre sufficiente spazio per tutti e rimane chiuso alle macchine (che vengono parcheggiate nell’autorimessa). I passaggi sono organizzati in modo lineare e ortogonale. Balconi e terrazzi - con pergole di acciaio e coperte da legno lamellato - formano spazi privati per sedersi all’ombra. In collaborazione con un artista famoso per i suoi oggetti di legno, sono stati realizzati due campi da gioco. Grandi tronchi - fissati a terra con basi d’acciaio - formano un reticolo ottimo per consentire ai ragazzi di arrampicarsi.

  • MENZIONE ONORARIA - Nuove aree verdi dello stabilimento "Bosco TDI" (Z.I. Bari)
    • Per l'approccio ecologico del parcheggio panoramico con l'utilizzo di materiale autoctono.

      1ABarbara Lafortezza. Nel 1998 si laurea presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Bari. 1999 1° premio della giuria per il giardino realizzato nell’ambito di Expogarden, I Mostra di giardini dell’Expolevante - Bari. 2000: 1° premio della giuria per il giardino realizzato nell’ambito di Expogarden, II Mostra di giardini dell’Expolevante – Bari. 2000: Borsa di studio del Comune di Bari per tesi di Laurea sulla città. Oltre ai numerosi lavori per giardini e terrazzi privati, si è principalmente occupata della progettazione delle aree verdi di uffici, stabilimenti ed opifici industriali in Puglia e Basilicata. Negli anni 1999-2000 ha curato personalmente la realizzazione e la direzione dei lavori per la sistemazione delle aree verdi del nuovo stabilimento “Bosch TDI”, Z.I. – Bari, su progetto generale degli architetti del paesaggio Karola Brunken + Team e Klaus Blöechle (Stoccarda). Sempre per la “Bosch TDI” ha progettato e seguito tutti gli ampliamenti dal 2002 al 2004. 2000: Progettazione preliminare per la ristrutturazione del parco storico del comprensorio “A. Olivetti” di Pozzuoli (Na) e integrazione di nuove aree verdi. Giardino per l’azienda “Alcatel”, Z.I. – Bari. 2001: “Stante spedizioni srl”, Z.I. – Bari. 2005: “Manifattura Italiana Divani spa” – Si è occupata del recupero di giardini storici di varie masserie di Bari e provincia, di allestimenti per negozi (2004 - 2005, “Caliainteriors”, Matera).

      1ALuigi Riviello matura una vasta esperienza collaborativa, contemporaneamente con gli studi universitari, con studi privati d’architettura nell’ambito dell’interior design, della progettazione e realizzazione di esercizi pubblici e privati nonchè del restauro e recupero del patrimonio architettonico di edifici e complessi monumentali. Dal 1995 collabora con Barbara Lafortezza e la sua azienda per la progettazione e realizzazione di spazi verdi pubblici e privati. 2000/01 Progetto di ristrutturazione del parco storico del comprensorio “A. Olivetti” di Pozzuoli (Na). 2001 collaborazione al progetto di restauro, riuso e recupero funzionale per il restauro del teatro Petruzzelli in Bari. Maggio 2003 Progetto segnalato al “Concorso internazionale per la progettazione urbana dell’area da dismettere sede del tracciato ferroviario Bari-Taranto nel comune di Palagianello –TA-.” Nel 2003 fonda a Bari lo studio associato b4studio, nel quale svolge libera professione.

      immagine 1